Situato sulla riva sinistra della Senna, di fronte ai Giardini delle Tuileries, il Museo d’Orsay è uno dei più grandi tesori culturali di Parigi e d’Europa. Eppure pochi sanno che, come la Torre Eiffel, questo edificio iconico avrebbe potuto scomparire per sempre negli anni Cinquanta. Questo capolavoro architettonico, ammirato da milioni di visitatori ogni anno, è stato quasi raso al suolo. Ripercorriamo l’incredibile destino di un edificio che è stato salvato all’ultimo minuto e che da allora è diventato un motivo di orgoglio nazionale.
Una stazione nata per l’Esposizione Universale
Lo sanno tutti: prima di ospitare Monet, Van Gogh, Renoir e Degas, il Museo d’Orsay era una stazione ferroviaria! Commissionata per l’Esposizione Universale del 1900, la stazione d’Orsay, costruita da Victor Laloux, era un simbolo della modernità dell’epoca. Completamente elettrificata, con piattaforme corte e un maestoso atrio, era impressionante sia per il suo stile che per le sue capacità tecniche. Laloux costruì anche un lussuoso hotel con quasi 320 camere.
Gli anni bui: un progetto di distruzione della stazione
Ma negli anni Trenta la stazione cominciava a perdere la sua utilità. I suoi binari erano troppo corti per accogliere i treni a lunga percorrenza. L’edificio fu gradualmente relegato a usi secondari: centro di smistamento della posta, rifugio per i prigionieri di guerra, casa d’aste o addirittura set cinematografico… un destino tutt’altro che glorioso per questo palazzo di pietra e vetro.
All’indomani della Seconda guerra mondiale, il destino della stazione sembrava segnato. Ritenuta obsoleta, fu messa in vendita nel 1961… ma, ironia della sorte, nessuno la voleva. Negli anni Settanta fu presentata una richiesta ufficiale di demolizione della stazione. Nacquero diversi progetti di sostituzione, tra cui quello, tristemente comune, di costruire un hotel di lusso. Era uno scenario tipico di quegli anni, quando il patrimonio di Haussmann non era ancora universalmente apprezzato e quando era più facile demolire che restaurare…
Ma questo senza contare l ‘intervento dei difensori del patrimonio, tra cui architetti, artisti e persino politici visionari, che si pronunciarono contro questa distruzione annunciata. Il progetto fu sospeso. Meglio ancora, nel 1978 la stazione divenne ufficialmente un monumento storico.
Rinascita come museo
L’idea di creare un museo è nata negli anni Settanta. Serviva un luogo per ospitare l’arte del XIX secolo, tra il Louvre e il Beaubourg. L’ex stazione era perfetta: enorme, inondata di luce naturale (elemento centrale dell’Impressionismo, tra l’altro) e situata proprio nel cuore di Parigi. Finalmente il 20 ottobre 1977 Valéry Giscard d’Estaing confermò la decisione ufficiale durante una riunione del Consiglio interministeriale.
I lavori iniziarono nel 1980. Il trio Renaud Bardon, Pierre Colboc e Jean-Paul Philippon si occupò della trasformazione architettonica. L’architetto italiano di talento Gae Aulenti ha progettato gli interni. Ha ridisegnato i volumi interni con un’audacia che ha conquistato il plauso internazionale. Il completamento di questo progetto monumentale richiederà sei anni. Il Museo d’Orsay apre finalmente le sue porte il 1° dicembre 1986, inaugurato da François Mitterrand. Il successo fu immediato.
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Il Museo d’Orsay oggi
Quasi 40 anni dopo, il Museo d’Orsay è diventato una grande istituzione. Tra i più grandi d’Europa, ospita la più grande collezione di dipinti impressionisti e post-impressionisti del mondo. Tra mostre speciali e collezione permanente, Monet, Manet, Renoir, Van Gogh, Cézanne e Courbet sono visitatori abituali. Sono tutti qui, in quella che un tempo era una semplice salle des pas perdus.
Con quasi 5 milioni di visitatori nel 2024, è oggi il terzo museo più visitato di Francia, subito dopo il Louvre e Versailles. Una cifra che fa venire le vertigini se si pensa che sarebbe potuto finire come un parcheggio sotterraneo o un hotel senz’anima…

