I suoi pois hanno ricoperto gli Champs-Élysées, una zucca gialla gigante si è insediata in Place Vendôme e il suo doppio alto 15 metri ha dominato per un po’ la rue du Pont-Neuf. Yayoi Kusama è morta a 97 anni, come ha annunciato il suo studio giovedì 27 agosto. L’artista giapponese è morta il 14 agosto in un ospedale di Tokyo. Figura di spicco dell’arte contemporanea, lascia dietro di sé anche diverse immagini che negli ultimi anni sono diventate particolarmente familiari ai parigini.

Una delle più spettacolari risale al 2019. Invitata dalla FIAC a occupare Place Vendôme, Kusama vi ha installato “Life of the Pumpkin Recites, All About the Biggest Love for the People”. Quell’enorme zucca gialla ricoperta di pois neri era allora la più grande scultura gonfiabile mai realizzata dall’artista. Installata a pochi metri dalla colonna, avrebbe dovuto rimanere visibile per una settimana, ma alla fine è stata smontata prima del previsto a causa dei forti venti. E nel 2024, in occasione di Art Basel, un’altra zucca, questa volta dorata, ha invaso le strade.
Quando Yayoi Kusama ricopriva Parigi di pois
Quattro anni dopo, la sua nuova collaborazione con Louis Vuitton ha dato vita, all’inizio del 2023, a diverse installazioni monumentali. Sugli Champs-Élysées, una gigantesca Kusama dai capelli rossi si sporge dal tetto della boutique, mentre pois multicolori ricoprono la facciata.
L’operazione ha assunto un’altra dimensione poche settimane dopo, di fronte alla Samaritaine. Una statua alta 15 metri che raffigura l’artista, con il pennello in mano, è apparsa davanti alla sede di Louis Vuitton in rue du Pont-Neuf. Dava l’impressione di dipingere direttamente i pois colorati disposti sulla facciata. L’installazione, molto fotografata, aveva anche suscitato un dibattito a Parigi per il suo carattere pubblicitario.

Parigi aveva però scoperto il suo lavoro ben prima di queste installazioni XXL. Nel 2011, il Centre Pompidou ha organizzato la prima grande retrospettiva francese dedicata a Kusama, con circa 150 opere che coprivano oltre sessant’anni di creazione. Il museo conserva oggi molte delle sue opere, tra cui *My Flower Bed* del 1962 e *Macaroni Dress* del 1964.
Il suo lavoro è presente anche nella collezione della Fondazione Louis Vuitton. Questa possiede in particolare la prima Infinity Mirror Room, creata nel 1965: una stanza ricoperta di specchi dove forme bianche con pois rossi si ripetono all’infinito. L’opera non è esposta in modo permanente, ma è stata presentata, tra l’altro, a Parigi nel 2019.
Zucche, pois, specchi e autoritratti monumentali: pochi artisti contemporanei hanno saputo occupare lo spazio parigino in modo così immediatamente riconoscibile. E anche se molte di queste installazioni erano temporanee, le loro immagini sono rimaste tra gli interventi artistici più significativi visti nella capitale negli ultimi anni.