Con i suoi ponticelli metallici, le chiuse e le rive che si animano non appena spuntano i primi raggi di sole, il canale Saint-Martin ha quel non so che che rende Parigi così affascinante. La sua atmosfera da film ci fa subito immaginare Amélie Poulain che fa rimbalzare qualche sassolino sull’acqua, con lo sguardo malizioso e la mente vagabonda. Eppure, dietro questo scenario da cartolina si nasconde una storia poco conosciuta: nel XX secolo, questo iconico corso d’acqua ha rischiato sul serio di essere coperto per far posto a un’autostrada urbana. Facciamo un tuffo nel passato per ripercorrere il destino movimentato del Canale Saint-Martin.
Un canale diventato emblematico, ideato sotto Napoleone

All’inizio del XIX secolo, Parigi si trovava ad affrontare un grave problema: l’approvvigionamento di acqua potabile. Per migliorare le condizioni di vita degli abitanti e facilitare il trasporto delle merci, Napoleone Bonaparte rilanciò nel 1802 il progetto di una rete di canali destinata ad alimentare la capitale.
I lavori per il canale Saint-Martin iniziano nel 1822. Il 4 novembre 1825, Carlo X inaugura ufficialmente questa nuova via navigabile, che collega il bacino della Villette alla Senna passando per il bacino dell’Arsenal.
Per decenni, chiatte e navi da carico hanno così contribuito all’attività economica di Parigi.
Una parte del canale scompare sotto i viali
Con le trasformazioni della capitale nel XIX secolo, il canale subisce un’evoluzione spettacolare. Per facilitare il traffico, diversi tratti vengono progressivamente coperti. Le volte della Bastiglia, di Richard-Lenoir e del Temple nascondono oggi una parte del suo percorso sotto la città.
Le aperture circolari ricavate in alcune volte, chiamate oculi, lasciano penetrare la luce naturale fino all’acqua. Un dettaglio architettonico discreto che rivela l’esistenza di questo canale sotterraneo…
Negli anni ’60, un progetto di autostrada minacciava il canale

La storia avrebbe però potuto prendere una direzione completamente diversa. Mentre l’auto ridisegnava poco a poco il paesaggio parigino, le autorità pubbliche pensavano di coprire il canale con una superstrada a più corsie, che collegasse la Porte d’Aubervilliers alla Porte d’Italie. L’obiettivo: rendere più scorrevole il traffico, anche a costo di sacrificare questo nastro d’acqua nel cuore di Parigi.
Ma il progetto si scontra con una forte opposizione, soprattutto da parte dei residenti e dei difensori del patrimonio. Una mobilitazione che alla fine dà i suoi frutti: l’abbandono del progetto viene deciso nel 1971, poi confermato qualche anno dopo. Il canale sfugge così al cemento e all’asfalto.
Oggi, le sue banchine sono ancora e sempre un punto di ritrovo imperdibile. Quasi a sfidare quel passato movimentato, il canale ha scambiato le auto che gli erano state promesse con i passanti, le terrazze, i vagabondi… e, un po’ come Amélie Poulain, gli eterni sognatori.