Un cerchio bianco, una grande S rossa e a volte la scritta «il tuo anziano al volante». Da qualche anno, questo adesivo compare sul retro di alcune auto e può essere facilmente scambiato per una nuova norma del Codice della strada. Ma non è così: a settembre 2026, nessun conducente anziano è obbligato ad apporre un adesivo con la “S” sul proprio veicolo, a prescindere dall’età. La sua assenza non comporta quindi alcuna multa.
In realtà, questa misura nasce da un’iniziativa associativa lanciata una decina di anni fa. Chiamata “Signal Senior”, riprende volutamente il principio del disco A per segnalare agli altri automobilisti che al volante c’è una persona anziana. L’obiettivo è soprattutto preventivo: incoraggiare chi segue a mantenere le distanze, evitare di suonare il clacson e mostrare un po’ più di pazienza.
Il contrassegno S è obbligatorio per i conducenti anziani?

Il bollino può essere acquistato e utilizzato su base volontaria, ma non modifica né i limiti di velocità, né le regole di precedenza, né le condizioni di validità della patente. Il suo scopo è soprattutto quello di informare gli altri utenti della strada. Una persona che si sente meno a proprio agio nel traffico intenso o che guida volutamente con maggiore prudenza può scegliere di utilizzarlo per rendere immediatamente riconoscibile la propria situazione.
Ovviamente questo non esclude il rispetto delle normali regole del codice della strada. E l’età non comporta automaticamente nemmeno una visita medica per la patente B: questa può diventare necessaria in alcune specifiche situazioni di salute, ma non semplicemente perché un conducente ha superato una certa età.
La “S” va quindi vista per quello che è oggi: un segnale di cortesia e prevenzione scelto da alcuni conducenti, e non un nuovo bollino obbligatorio.