Oggi, se vieni alla Villette, è molto probabilmente per una mostra, un concerto, un cinema all’aperto o semplicemente per sdraiarti sull’erba in riva al canale. Ma nel 1867, bisogna sapere che lo scenario era completamente diverso: al posto dei 55 ettari del parco, c’era semplicemente uno dei più grandi complessi dedicati al commercio e alla macellazione degli animali.
Fino ad allora sparsi ai quattro angoli della capitale, i mercati del bestiame dovevano essere raggruppati in un unico posto, secondo la volontà di Haussmann. Così, nel gennaio 1867 aprirono i macelli, seguiti dal mercato in ottobre. La Villette visse allora una “età d’oro della città del sangue”.
La Grande Halle un tempo ospitava migliaia di bovini

Gli animali arrivavano soprattutto in treno. Due stazioni, Paris-Bestiaux e Paris-Abattoirs, furono appositamente allestite per rifornire questo gigantesco complesso. All’inizio del XX secolo, l’attività era diventata davvero imponente. Migliaia di bovini, pecore, vitelli e maiali transitavano ogni giorno per il sito. La traccia più evidente di quell’epoca è ancora lì. La Grande Halle, dove oggi si susseguono mostre, festival e grandi eventi, era in origine il mercato del bestiame.
La sua struttura in ferro e vetro è quindi ben lungi dall’essere un allestimento ricreato per il parco. Risale al XIX secolo e faceva parte del mercato stesso. Qui potevano essere scambiati fino a 4.600 capi di bestiame. Altri due padiglioni vicini ospitavano le pecore da un lato, i vitelli e i maiali dall’altro.

L’attività finì però per declinare. Le strutture invecchiavano, il trasporto refrigerato rivoluzionò la filiera e l’apertura del mercato di Rungis nel 1969 accelerò la scomparsa di quel modello. L’ultimo manzo viene macellato a La Villette il 15 marzo 1974. Il sito diventa allora un’immensa area abbandonata a nord-est di Parigi. Per alcuni anni, non c’è ancora nulla di definito. Ci si trovano persino concerti, fiere e uno skatepark improvvisato.
All’inizio degli anni ’80, nel 1982, viene indetto un concorso internazionale per progettare il futuro parco. Si iscrivono 805 team provenienti da 41 paesi e, nel marzo 1983, viene scelto l’architetto Bernard Tschumi. Sono soprattutto le sue famose costruzioni rosse, le 26 “folies”, che ancora oggi si trovano un po’ ovunque.
Poi, nel 1984, aprì lo Zénith, nel 1985 la Grande Halle, rinnovata, e la Géode nello stesso anno, seguita dalla Cité des sciences nel 1986. Il Parc de la Villette fu inaugurato ufficialmente il 12 ottobre 1987. La Philharmonie sarebbe arrivata molto più tardi, nel 2015.
A quasi quarant’anni da quell’inaugurazione, la Villette si estende su 55 ettari, conta 35 ettari di spazi verdi e accoglie circa 12 milioni di visitatori all’anno.