Dietro il fascino del regno di Luigi XIV si nasconde una Parigi molto più oscura. Indovine, alchimisti, veleni e rituali occulti circolano dietro le quinte della Parigi di un tempo. Al centro di questo mondo c’è Catherine Deshayes, detta La Voisin. Inizialmente nota come ostetrica e veggente, diventa una delle figure principali del famoso Affaire des Poisons, uno scandalo criminale che finisce per coinvolgere i vertici della corte.
Quando la chiaroveggenza si trasforma in crimine
Prima di diventare una delle donne più temute della sua epoca, La Voisin riceveva clienti che venivano da lei per conoscere il proprio futuro. Si dedicava alla divinazione e frequentava un ambiente in cui si incrociavano farmacisti, alchimisti e altre veggenti.
Ma le sue attività prendono rapidamente una piega molto più oscura. Intorno a lei circolano quelle che all’epoca venivano soprannominate le «polveri di successione». Dietro questa espressione quasi elegante si nascondono in realtà dei veleni capaci di accelerare un po’… un’eredità.
A poco a poco, La Voisin diventa una figura centrale di quel piccolo mondo clandestino. La sua clientela non si limita alle strade popolari della capitale: le indagini riveleranno legami che arrivano fino all’aristocrazia.
Il caso che ha fatto tremare Parigi
Tutto viene alla luce negli anni ’70 del Seicento. Dopo l’arresto della marchesa di Brinvilliers, condannata per aver avvelenato diversi membri della sua famiglia, la polizia inizia a scoprire una rete ben più vasta. Nel marzo del 1679, La Voisin viene arrestata. Il caso assume proporzioni tali che Luigi XIV istituisce un tribunale speciale, la Chambre ardente, incaricato di indagare sui suoi crimini. Più di 400 persone vi compariranno fino al suo scioglimento nel 1682.
Veleni, aborti clandestini, divinazione… gli investigatori scoprono così un mondo particolarmente oscuro che affascina e preoccupa Parigi. Madame de Sévigné scrive addirittura all’epoca che questo caso «tenga in sospeso tutta Parigi».

Messe nere e rituali occulti: fino a dove si spingeva La Voisin?
È senza dubbio la parte più terrificante della sua storia.
Nel corso delle indagini, diverse testimonianze accusano La Voisin di aver partecipato a rituali di stregoneria e messe nere insieme a Étienne Guibourg, un prete spretato. Alcuni racconti parlano addirittura del sacrificio di neonati.
Queste accuse fanno effettivamente parte del dossier storico del «Caso dei veleni». Tuttavia, non si possono considerare fatti accertati con certezza. Parte di ciò che sappiamo deriva da testimonianze raccolte durante un procedimento giudiziario in cui la tortura e la corruzione erano ancora al centro della giustizia.
La storia diventa ancora più interessante quando nel caso compare il nome di Madame de Montespan, la famosa favorita di Luigi XIV. Dopo la morte di La Voisin, sua figlia rilascia delle testimonianze che compromettono la marchesa. Il Castello di Versailles conferma che Montespan fu coinvolta nello scandalo e che il caso contribuì alla sua caduta in disgrazia.
La fine della “regina della Parigi oscura”
La Voisin non avrebbe mai immaginato fino a che punto si sarebbe esteso lo scandalo.
Dopo il suo arresto, viene interrogata e poi condannata a morte. Il 22 febbraio 1680 viene bruciata viva in Place de Grève, l’attuale Place de l’Hôtel-de-Ville. Ma la sua esecuzione non mette fine all’Affaire des Poisons. Anzi, le rivelazioni continuano e si avvicinano pericolosamente alla cerchia del re.
Quando il caso minaccia direttamente l’immagine della corte, Luigi XIV finisce per far interrompere parte delle indagini. La Chambre ardente scompare nel 1682. Lo stesso anno, un nuovo editto reale rafforza anche la normativa sulle sostanze tossiche, la repressione degli avvelenamenti e delle pratiche dei presunti maghi o indovini.
Una storia che racconta anche la Parigi più oscura di Luigi XIV
Più di tre secoli dopo, La Voisin rimane una delle figure più affascinanti della storia criminale parigina. La sua storia si colloca esattamente al confine tra crimine reale, credenze occulte e segreti di corte.
Dietro la figura leggendaria della “strega” si nascondeva soprattutto un vero e proprio caso criminale. Circolavano veleni, nei fascicoli spuntavano clienti dell’alta società e la polizia di Luigi XIV si trovò di fronte a una rete abbastanza vasta da richiedere la costituzione di un tribunale straordinario.
Una storia che ci ricorda soprattutto che, dietro la Parigi maestosa del Grand Siècle, si nascondeva anche una Parigi molto più oscura.