Si viene al Père-Lachaise per visitare le tombe di Molière, Édith Piaf o Oscar Wilde. Ma dietro i suoi lunghi viali e le sue tombe a volte imponenti si nasconde anche un intero mondo di credenze, leggende e rituali a volte discutibili. Alcune storie si basano su fatti ben reali. Altre sono cresciute nel corso dei decenni fino a diventare parte integrante del cimitero. Prima della tua prossima passeggiata, ecco 5 storie da conoscere per guardare il Père-Lachaise con occhi diversi.
La contessa Demidoff e l’incredibile sfida della sua tomba
Non si può iniziare da altrove. L’immenso mausoleodi Elisabetta Demidoff, aristocratica russa morta nel XIX secolo, si porta dietro una delle leggende più folli del Père-Lachaise.
Alla fine del XIX secolo, sulla stampa cominciò a circolare una storia. Si diceva che la contessa avesse lasciato in eredità la sua immensa fortuna achiunque fosse riuscito a rimanere rinchiuso nella sua tomba per 365 giorni e 366 notti, senza mai allontanarsi dalla sua salma. La leggenda parlava addirittura di una bara di vetro e di una fortuna di diversi milioni di rubli.
La leggenda va anche oltre: tre uomini, tra cui un americano e uno svizzero, avrebbero tentato di raccogliere la sfida. Nessuno di loro ce l’avrebbe fatta fino in fondo. Alcuni racconti dicono che avrebbero mollato dopo poche settimane, completamente terrorizzati dall’esperienza.
Il problema? La leggenda è stata smentita. Già nel 1896 il curatore del Père-Lachaise spiegava che la storia proveniva solo da un giornale. Ma la voce si era diffusa così tanto che migliaia di persone avrebbero scritto per tentare la fortuna. Più di un secolo dopo, questa strana contessa continua così ad alimentare il folklore del cimitero.
I fantasmi della Comune, nati da una storia ben reale
La leggenda ha origine da un episodio molto più tragico.
Nel 1871, gli ultimi scontri della Comune di Parigi raggiunsero il Père-Lachaise. Circa 200 comunardi si rifugiarono nel cimitero e gli scontri proseguirono persino tra le tombe. 147 federati furono poi fucilati contro il muro che oggi porta il loro nome.
Con il passare del tempo, il luogo si è anche arricchito di racconti molto più misteriosi. Alcuni raccontano di aver intravisto delle sagome tra le tombe o di aver sentito dei sussurri nei viali. È così che sono nate le storie dei “fantasmi della Comune”. Nessuna apparizione è mai stata provata, ma la leggenda è diventata abbastanza radicata da far parte dei tour dedicati all’occultismo del Père-Lachaise.
E questa storia è ancora molto viva nella realtà: ogni anno a maggio si tiene ancora una commemorazione al Muro dei Federati. Una targa segna inoltre il luogo delle esecuzioni fin dall’inizio del XX secolo.

Allan Kardec e la tomba che esaudirebbe i desideri
Nella 44ª divisione si trova una delle tombe più riconoscibili del Père-Lachaise: quelladi Allan Kardec, fondatore dello spiritismo, situata sotto un dolmen di granito.
Secondo la credenza, bisognerebbetoccare il suo busto formulando un desiderio, per poi tornare a deporre dei fiori se questo si avvera. Non c’è alcuna prova che Kardec stesso abbia richiesto questo rituale. Eppure, la tradizione continua ad attirare numerosi visitatori.
Alcuni visitatori sostengono di aver visto davvero avverarsi il proprio desiderio. In uno studio dedicato ai frequentatori abituali della tomba, l’etnologa Emma Gobin racconta che i fedeli incontrati affermavano di aver ottenuto almeno una volta una “grazia” dopo la loro visita. Un lavoro ritrovato, una guarigione sperata, una pratica burocratica sbloccata… le richieste sono molto diverse. Chi pensa che il proprio desiderio sia stato esaudito torna poi a deporre dei fiori sulla tomba per ringraziare Kardec. Una tradizione che spiega anche perché la sua tomba sia ancora una delle più ricoperte di fiori al Père-Lachaise.
Victor Noir, una tomba diventata portafortuna per gli innamorati
La tomba di Victor Noir raffigura semplicemente un giovane disteso. Ma alcune parti della statua brillano molto più delle altre.
Secondo la leggenda, toccare alcune parti della statua favorirebbe la fertilità o la virilità. Toccare i piedi aiuterebbe a trovare l’amore, mentrebaciare il viso farebbe tornare un amore perduto. Il rituale sarebbe nato negli anni ’60.
E alcune persone prendono la tradizione molto sul serio: fiori ma anche scarpine da neonato sono già stati deposti nel cappello della statua funeraria, quasi a ringraziare Victor Noir dopo una gravidanza.
Alcune visitatrici raccontano addirittura di aver provato il rituale prima di rimanere incinte. Nel 2017, un’americana che aveva documentato il suo percorso di fertilità racconta di essere venuta a deporre un fiore sulla sua tomba durante un viaggio a Parigi. Qualche mese dopo, ha annunciato di essere incinta e ha citato quella visita come uno dei fattori che l’hanno aiutata a concepire. È impossibile stabilire un nesso tra la sua gravidanza e il rituale. Ma lei non è certo l’unica ad associare quella tomba alla maternità.
Jim Morrison e la foto che avrebbe immortalato il suo fantasma
Tra le storie più recenti del Père-Lachaise, quella di Jim Morrison è probabilmente la più famosa. Nel 1997, lo storico del rock Brett Meisner si fece fotografare davanti alla tomba del cantante dei Doors. In quel momento, niente di strano. Fu solo diversi anni dopo, guardando di nuovo la foto, che notò dietro di sé una sagoma bianca, con le braccia aperte, che gli ricordava stranamente Morrison.
Il negativo è stato poi esaminato e non è stato rilevato alcun ritocco evidente, anche se ovviamente questo non prova che nella foto compaia un fantasma. Alcuni ci vedono semplicemente un effetto di luce o una forma proiettata sullo sfondo. Altri continuano a vederci una delle apparizioni più inquietanti legate al cimitero.
La storia non finisce qui. Meisner raccontò poi che quella foto gli avrebbe portato sfortuna: il suo matrimonio sarebbe finito, una persona cara sarebbe morta per overdose e degli sconosciuti avrebbero persino iniziato a presentarsi a casa sua sostenendo di avere messaggi da parte di Jim Morrison. Lui stesso diceva di pentirsi di aver conservato quella foto. Ancora una volta è impossibile stabilire un nesso tra questi eventi e la foto, ma questa serie di racconti ha contribuito in modo determinante a trasformare quella foto in una vera e propria leggenda moderna del Père-Lachaise.