Il suo nome figurava già tra quelli dei «Plus Beaux Villages de France». Nel 2025, Saint-Antoine-l’Abbaye ha aggiunto un nuovo riconoscimento al suo palmares aggiudicandosi il titolo di «Villaggio preferito dai francesi», davanti a Malestroit in Bretagna e Semur-en-Auxois in Borgogna. Un anno dopo, questo paesino dell’Isère rimane un’ottima idea per una gita fuori porta per chi cerca un paesaggio medievale ancora molto ben conservato, a circa tre ore da Parigi combinando treno e auto.
Il villaggio si scopre soprattutto attraverso le sue strade acciottolate, che salgono gradualmente verso l’edificio che domina l’intero borgo: la chiesa abbaziale di Saint-Antoine. Intorno, le case antiche, gli stretti passaggi chiamati “goulets”, le facciate a graticcio e gli edifici conventuali danno ancora un’idea chiara dell’importanza che questo luogo aveva nel Medioevo.
Un’abbazia gotica legata ai misteriosi «malati del fuoco»

La storia di Saint-Antoine-l’Abbaye è soprattutto quella degli Ospitalieri, un ordine religioso che si stabilì nel villaggio per accogliere i pellegrini e curare le persone colpite dal «mal des ardents». Questa malattia, oggi identificata come una forma di ergotismo causata dal consumo di cereali contaminati, poteva provocare dolori violenti e bruciature alle estremità. Gli Antonini si specializzarono nella sua cura e finirono per diffondersi in gran parte dell’Europa medievale.
La loro imponenza è ancora visibile nell’abbazia, costruita tra il XII e il XIII secolo e poi ampiamente arricchita nel corso del tempo. Dietro la sua facciata gotica si trovano affreschi, boiserie, arazzi di Aubusson e un organo del XVII secolo. Il tesoro di Saint-Antoine conserva anche paramenti liturgici, oggetti legati alla medicina e diversi reperti che ricordano il ruolo svolto dagli Antonini.
A pochi metri di distanza, il museo dipartimentale ospitato nell’antico noviziato ti permette di proseguire la visita. Le sue collezioni ripercorrono la vita dell’abbazia e le pratiche mediche dell’ordine, mentre un giardino medievale raccoglie piante medicinali e specie un tempo utilizzate nella farmacopea dei religiosi.
Un borgo medievale alle porte del Vercors

Intorno all’abbazia, il centro storico conserva diverse botteghe artigiane e un mercato di produttori locali che si tiene ogni venerdì. Il villaggio è inoltre circondato da sentieri che ti permettono di raggiungere i paesaggi del Vercors e i campi di noci tipici di questa zona dell’Isère.
Per prolungare la gita, un itinerario di circa 7 chilometri porta in particolare alla cappella di Saint-Jean-le-Fromental, seguendo antichi sentieri percorsi dai pellegrini. Altri percorsi ad anello più lunghi ti permettono di esplorare i dintorni del villaggio.
Il titolo di «Villaggio preferito dai francesi» spetta ora a Bormes-les-Mimosas, vincitore dell’edizione 2026. Ma Saint-Antoine-l’Abbaye rimane comunque un’ottima idea per una gita fuori porta.
Luogo: Saint-Antoine-l’Abbaye, 38160 Saint-Antoine-l’Abbaye
Orari: il paese è accessibile liberamente tutto l’anno; il museo e la chiesa abbaziale seguono gli orari di apertura.