Da diversi anni, la Maison Gainsbourg, il suo museo e il Gainsbarre hanno aperto le loro porte a Parigi, per la gioia dei fan dell’illustre Serge Gainsbourg, uno dei più grandi poeti e provocatori della sua epoca. Ma cosa ti riserva davvero questa esperienza unica? E perché vivere il percorso completo, dalla Maison al Museo, proseguendo fino al Gainsbarre?
La visita alla Maison Gainsbourg, un’emozione travolgente
La visita inizia dalla Maison Gainsbourg. Appena arrivati, ci dicono che non si possono fare foto o video. Una piccola delusione per i fan che vorrebbero immortalare il loro passaggio… ma capiamo subito perché. Qui si tratta di vivere il momento, letteralmente. Fin dai primi passi, la voce dolce e magnetica di Charlotte Gainsbourg ci accompagna attraverso le cuffie, dando l’impressione di una visita privata. Confidenze, segreti, aneddoti, eppure una pudicizia costante. Questa voce avvolgente crea così la sensazione di entrare nell’intimità di un Gainsbourg che sembra non aver mai lasciato il luogo, uscito solo per prendere aria, pronto a tornare da un momento all’altro.
Le pareti nere, le Gitanes abbandonate nel posacenere, i ritratti di Brigitte Bardot e Jane Birkin, il pianoforte, le Repetto bianche e le camicie di jeans che ricordano l’epoca di No Comment e Love on the Beat… Ogni dettaglio affascina. La piccola cucina ricorda quelle delle nostre nonne, e la storia di una forchetta rubata da Maxim’s aggiunge un tocco di fantasia, di familiarità. Ogni stanza è piena di ricordi d’infanzia, d’amore e di poesia. Per quanto riguarda la camera dell’autore di La Javanaise, colpisce per l’emozione che ci prende letteralmente alla gola. Racconta le notti, gli amori, i segreti e gli ultimi momenti dell’eterno Gainsbourg. Sì, la visita all’antico Hôtel particulier al 5 bis di rue de Verneuil si vive appieno, telefono dimenticato, e ci lascia profondamente commossi, affascinati.
Il Museo Gainsbourg, da Poinçonneur des Lilas a You’re Under Arrest, un percorso di visita affascinante, tra brani cult e altri più riservati.
La curiosità dei visitatori continua al Museo Gainsbourg. Qui , l’intimità della casa lascia spazio a un percorso cronologico dell’opera dell’artista, dell’esteta. Si scopre la sua dualità artistica e i suoi molteplici talenti, dalla pittura alla scrittura, passando per la canzone. Il percorso ripercorre anche le sue collaborazioni artistiche, in particolare quelle con Vanessa Paradis, o i suoi duetti leggendari con BB, Jane e Charlotte. Si attraversano così letteralmente le sue creazioni emblematiche, da Initials BB a Je t’aime… moi non plus, da Tandem a Lemon Incest.
Spartiti, video cult o sconosciuti, giacche di scena, foto, lettere, ritagli di giornale e oggetti personali: ogni pezzo racconta la storia di un uomo la cui famiglia sembra aver raccolto con cura e amore questo tesoro per condividerlo. In altre parole, che siate fan sfegatati o semplici curiosi, il museo affascina con grande sincerità, offrendoci un panorama completo e affascinante dell’universo di Gainsbourg.
Nel lusso del Gainbarre, alla fine della visita o per i nottambuli
Alla fine della visita, una scala ci porta a quello che avrebbe potuto essere il quartier generale dello stesso Gainsbourg: il Gainsbarre. Molto più di un cocktail bar, è un ambiente ovattato con pareti nere, che richiamano le tonalità scure che avvolgono l’antico Hôtel particulier del dandy, come un omaggio, una continuità. Un bar dove ci si rifugia volentieri sia di giorno che di notte, e dove l’atmosfera cambia, proprio come la dualità Gainsbourg-Gainsbarre.
Un bel pianoforte, le melodie di Lucien che fluttuano nell’aria, un ritratto urbano dell’interprete di Je t’aime… moi non plus, un bar dominato da un’enorme parete di bottiglie… L’arredamento è stato pensato con cura e, mio Dio, com’è bello rannicchiarsi tra i velluti del Gainsbarre.
Di giorno, puoi finire la tua visita con un cocktail e condividere qualche tapas; di notte, le esibizioni musicali intorno al pianoforte fanno vibrare le pareti. Nel menu ci sono ottimi cocktail d’autore, ognuno dei quali racconta una storia. Alcuni profumi evocano lo stesso Gainsbourg, altri rendono omaggio alle donne della sua vita: Jane, Brigitte, Charlotte, Bambou. Mi sono innamorata del cocktail Le Bardot, il cui colore rosso passione e i cui sapori rispecchiano l’icona recentemente scomparsa: ardente, luminosa, voluttuosa, magnetica…
Insomma, il percorso Maison Gainsbourg, Musée Gainsbourg e Gainsbarre nel suo insieme non è solo una visita, è un viaggio nel tempo e nelle emozioni, un incontro con un uomo e un’opera che continuano ad affascinare. Un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita, per sentire, capire e celebrare la magia di Gainsbourg.


