In collaborazione con l’associazione “Villes & Villages où il fait bon vivre” (Città e villaggi dove si vive bene), il Journal du Dimanche ha pubblicato la sua famosa Top 500 delle città francesi con la migliore qualità di vita. Parigi, già fuori dalla top 100 l’anno scorso, continua la sua caduta nel 2026 e conferma il trend negativo iniziato da anni.
La classifica che mette in difficoltà la capitale anno dopo anno
In calo demografico da diversi anni, la capitale soffre di un evidente disamore che spinge sempre più abitanti ad abbandonare la nave. Un calo di popolarità che si spiega in particolare con una qualità della vita che si sta deteriorando nel tempo. Comunque sia, questa è la constatazione fatta dall’associazione Villes & Village, che ogni anno pubblica la sua guida delle città francesi con più di 2.000 abitanti dove è bello vivere.

Non sorprende che, con il passare degli anni, la popolarità di Parigi continui a scendere. Già al 101° posto l’anno scorso, la capitale si trova solo al 107° quest’anno. Una situazione piuttosto preoccupante, se si pensa che cinque anni fa la Ville Lumière era al 55° posto dell’indice. Sicurezza, pulizia, immobili: questi sono i criteri spesso citati come i punti deboli di Parigi che fanno scendere la città in classifica.
Per quanto riguarda la metodologia, l’associazione esamina 197 elementi, suddivisi in 11 categorie diverse. A quelli citati sopra si aggiungono, ad esempio, fattori chiave come l’istruzione, la salute o l’accesso al tempo libero e allo sport.
Al contrario, Biarritz mantiene la sua posizione di città numero 1 in cui è bello vivere, seguita da vicino dalla piccola Venezia delle Alpi, Annecy. A completare il podio c’è Angers, che scende di una posizione rispetto all’anno precedente. Infine, è Boulogne-Billancourt a rappresentare al meglio la regione con un 20° posto.