A est di Parigi, a 10 minuti a piedi dalla linea 1, si nasconde una fortezza reale alta 52 metri. Il Castello di Vincennes è uno dei monumenti più sconosciuti dell’Île-de-France. Eppure è anche uno dei più affascinanti: tra le sue mura ha ospitato re, imprigionato Sade e Mirabeau e ospitato la più grande biblioteca d’Europa…
19 Agosto 2026 10:00 + più date disponibili
Il Castello di Vincennes: un tesoro nascosto a 15 minuti da Parigi
Ogni anno, Versailles attira quasi otto milioni di visitatori. A quindici minuti di distanza, al capolinea della linea 1 della metropolitana, il Castello di Vincennes ne accoglie invece meno di duecentomila. Eppure è altrettanto maestoso. Se vuoi salire sul mastio medievale più alto d’Europa senza dover fare la fila, puoi farlo.
La torre raggiunge i 52 metri, più o meno la stessa altezza di quelle di Notre-Dame de Paris. Fu costruita tra il 1360 e il 1380 per ordine del re Carlo V, come fortezza contro le rivolte popolari di Parigi durante la Guerra dei Cent’anni. Vincennes offriva allora la sicurezza di una roccaforte e il comfort di una tenuta di caccia, con la sua foresta. Il re vi sistemò soprattutto la sua biblioteca personale, con oltre mille manoscritti: la collezione più importante d’Europa dell’epoca.

Il mastio più alto d’Europa e una prigione reale
La torre cambia funzione e, dal XV al XIX secolo, diventa una delle prigioni di Stato più discrete del regno. Qui vengono rinchiusi, con un «lettera di cachet», personaggi storici. Il marchese de Sade, Diderot o Mirabeau, futuro eroe della Rivoluzione, ne sono esempi noti. Del resto, ancora oggi sulle pareti del mastio si possono vedere i graffiti incisi dai prigionieri, uno dei dettagli più affascinanti della visita.

Sotto l’Ancien Régime, le finestre dei primi piani venivano murate o sbarrate per trasformarle in celle di pietra. Ancora oggi, la visita ai piani chiusi del mastio, accessibile in alcune domeniche, ti permette di attraversare cinque livelli e mille anni di storia fino a una terrazza che offre una vista panoramica su tutta la zona est di Parigi.
È qui, e non a Versailles, che Luigi XIV è cresciuto. L’architetto Louis Le Vau vi costruì negli anni ’50 del Seicento i padiglioni del Re e della Regina, un cortile classico dalla perfetta simmetria che preannuncia ciò che Versailles sarebbe diventata vent’anni dopo.

Una cappella che non ha nulla da invidiare a quella della Cité
All’interno delle mura si erge una Sainte-Chapelle, fondata già nel 1379 sul modello di quella dell’Île de la Cité. Le sue vetrate rinascimentali, meno conosciute di quelle della sua “sorella maggiore” parigina, sono però tra le meglio conservate della regione.
Il sito ha poi attraversato i secoli cambiando regolarmente destinazione d’uso. Arsenale sotto Napoleone, caserma militare, quartier generale durante le due guerre mondiali… Nell’agosto del 1944, alla vigilia della Liberazione di Parigi, alcuni partigiani furono giustiziati nei fossati del castello. Ogni anno, in occasione delle Giornate del Patrimonio, delle visite commemorative ricordano ancora questo episodio. Dal 1948, questi luoghi ospitano il Servizio storico della Difesa, custode degli archivi militari.
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