A due passi dal Bois de Boulogne, uno dei più grandi polmoni verdi della capitale, incastonato tra le belle facciate del XVI arrondissement, un palazzo signorile ospita però la più grande collezione al mondo di opere di Claude Monet. Il tipo di museo che i parigini tengono quasi tutto per sé: il Museo Marmottan Monet.
19 Agosto 2026 10:00 + più date disponibili
Una casa di famiglia prima di diventare il Museo Marmottan Monet
Tutto ha inizio nel 1882, quando l’industriale Jules Marmottan acquista un antico padiglione di caccia che era appartenuto al maresciallo de Kellermann, ai margini del Bois de Boulogne e del Giardino del Ranelagh. Appassionato d’arte, vi sistemò le sue prime collezioni. Suo figlio Paul Marmottan, noto storico dell’arte, prende poi il testimone e si appassiona in modo travolgente allo stile Impero, quello di Napoleone I.

Amplia la dimora e ricrea lo sfarzo imperiale nel proprio salotto: mobili provenienti dal Palazzo delle Tuileries, lampadari di cristallo, bronzi napoleonici, busti in marmo della famiglia imperiale. Arriva persino ad acquistare il letto di Napoleone I in persona , ancora oggi visibile nella camera da letto al primo piano.
Senza figli, Paul Marmottan lasciò in eredità nel 1932 l’intera dimora e le sue collezioni all’Accademia delle Belle Arti, che ne fece un museo aperto al pubblico già dal 1934. Ci si passeggia ancora come in un appartamento privato del XIX secolo.

Come un museo dedicato a Napoleone è diventato il santuario di Monet
Questo museo, pensato per celebrare l’arte dell’Impero, diventerà, quasi suo malgrado, uno dei luoghi più importanti al mondo per l’impressionismo. La prima svolta avvenne nel 1957, con la donazione di undici dipinti impressionisti, tra cui *Impression, soleil levant* di Claude Monet, il quadro che ha dato il nome all’intero movimento. Poi, nel 1966: Michel Monet, figlio e unico erede del pittore, donò al museo più di un centinaio di opere di suo padre, tra cui una collezione unica di grandi *Ninfee*.
Il problema: i saloni di Paul Marmottan, pensati per mobili in stile Impero, erano troppo stretti per ospitare tele così monumentali. La soluzione: viene costruita una sala completamente nuova sotto il giardino della dimora per ospitarle. Questa sala sotterranea, oggi chiamata sala Monet, ospita più di un centinaio di opere del pittore, un record mondiale, insieme alla più importante collezione pubblica di Berthe Morisot, la prima pittrice del movimento impressionista.
Il Jardin Marmottan, il caffè temporaneo imperdibile dell’estate
E per chi non vuole limitarsi alla visita, il museo ha aperto per l’estate il suo caffè temporaneo, Le Jardin Marmottan. Situato in un giardino solitamente chiuso al pubblico, con vista sulla facciata interna dell’hôtel particulier, il locale offre bevande fresche, gelati originali e dolci preparati da un artigiano locale, all’ombra di grandi ombrelloni.
19 Agosto 2026 10:00 + più date disponibili