Facciate in stile Haussmann, terrazze dei caffè, negozi, tetti in zinco, una stazione della metropolitana e persino strade che sembrano estendersi a perdita d’occhio… A prima vista, potresti pensare di passeggiare per Parigi. Eppure, è tutto finto, o quasi. A poche decine di chilometri dalla capitale, nel mezzo di un vasto terreno in piena campagna, lo studio cinematografico TSF ha ideato un set all’aperto che ricrea le strade parigine nei minimi dettagli: il Backlot «Rues de Paris».
Una Parigi a grandezza naturale, che cambia a seconda delle riprese

Belleville, Saint-Germain-des-Prés, il Marais, Montmartre… Il Backlot da solo copre quasi un ettaro e mezzo di Parigi ricostruita e circa 650 m di strade. Il luogo è stato concepito fin dall’inizio come una Parigi versatile, e non come il set di un unico film, con diversi stili di facciate e quartieri. L’obiettivo: che le produzioni possano personalizzare gli spazi senza che il pubblico riconosca le strade da un film all’altro. Una vetrina può essere ridipinta, una terrazza spostata o un negozio trasformato o creato da zero a seconda delle esigenze di una produzione.
Riprese di grande portata, da Lupin a Emily in Paris

© Dorian Semet – Pandôme Studio
La primissima sequenza girata al Backlot risale al maggio 2024, in occasione della cerimonia dei Giochi Olimpici di Parigi, con il passaggio della fiamma olimpica tra Jamel Debbouze e Zinédine Zidane. Anche la serie Lupin ha girato lì scene d’azione con moto e auto, mentre Emily in Paris ha utilizzato la location per una sequenza del Pride, con 3 carri allegorici e quasi 400 comparse. Artisti internazionali e marchi come Chanel, Dior, Balenciaga o Cartier hanno girato lì le loro scene.
Un set pensato per semplificare la vita alle produzioni

© Dorian Semet – Pandôme Studio
Queste strade artificiali permettono di liberarsi dai vincoli legati alle riprese, come chiudere una strada, ottenere le autorizzazioni o gestire il traffico. Ideale anche per girare scene di acrobazie, esplosioni, sparatorie… Il Backlot risponde anche a una sfida economica per l’industria cinematografica francese, che a volte girava nell’Europa dell’Est dove ricreare le scenografie era meno costoso. Con questo tipo di infrastruttura, TSF punta a mantenere un maggior numero di riprese in Francia, sia per produzioni francesi che internazionali.
E il progetto non si ferma qui: TSF prevede lo sviluppo di studi tradizionali sul sito, con spazi interni insonorizzati per permettere alle produzioni di alternare scene esterne e interne, soprattutto quando il tempo non è dalla loro parte.