Si comincia con un cambio di scala: appena entri in «Le Paris des souris», ti sembra di essere rimpicciolito, e tutto intorno diventa gigante. Bottoni, tappi di bottiglia e biglietti della metropolitana formano una montagna su cui puoi arrampicarti, scivolare e infilarti in passaggi segreti. Il percorso attraversa poi dieci epoche della storia di Parigi, da Lutetia alla Grande Parigi, in scenografie costruite come set cinematografici. La guida si chiama Jean, è una topolina parigina di dieci anni, e le sue cunicoli hanno la particolarità di collegare sia le strade che i secoli.
Presentata a Planet Paris, in rue Saint-Dominique, a partire dall’11 novembre e per sei mesi, la mostra si rivolge sia ai bambini che a chi li accompagna. Le opere sono riproduzioni, provenienti in particolare dal Museo Carnavalet, dalla BnF e dagli Archivi nazionali, e il tono è volutamente parodistico, pur mantenendo i fatti verificati.
66 Rue Saint-Dominique
Dal Louvre all’Opéra, dieci scenografie per ripercorrere la storia di Parigi

Ogni epoca ha la sua ambientazione e il suo personaggio, e siamo ben lontani dal riassunto da manuale. La visita inizia a Lutetia, in uno scriptorium del XIII secolo dove un vecchio ratto d’archivio, che ha letto così tanto da ricordarsi tutto, racconta dei Parisii, delle arene gallo-romane e di un dio che pochi conoscono: Apollo Smintheus, che i Greci chiamavano «Apollo dei topi».
Al Louvre, un film d’animazione realizzato per l’occasione fa crescere il palazzo in 3D davanti ai tuoi occhi, dalla fortezza di Filippo Augusto alla piramide di Pei, fino al trucco di magia di JR che l’aveva fatto sparire nel 2019. Poco più in là, ci si dirige verso un salotto del XVII secolo, a casa di Madame d’Aulnoy, a cui si deve la prima fiaba pubblicata in Francia. Lì riceve Madame de Sévigné e Madame de La Fayette attorno a una tavola imbandita, ed è proprio una delle sue fiabe a dare origine al topolino dei dentini da latte.
Si passa poi dietro le quinte del Palais Garnier, dove si scopre che i «petits rats» dell’Opéra devono il loro soprannome a Théophile Gautier. La tappa successiva è un caffè in stile Belle Époque ricostruito, dedicato a due veri e propri luoghi cult parigini: Le Rat Mort, molto frequentato da artisti e scrittori (e il cui nome non poteva certo mancare qui), e Le Chat Noir, il cabaret aperto nel 1881. Passando da un tavolo all’altro, si attiva uno spettacolo di ombre cinesi o una canzone. La visita si conclude in festa, sotto una gigantesca palla a specchi, con le opere di Blek le Rat, che già nel 1981 dipingeva ratti con lo stencil per le strade di Parigi.
Pensato per i bambini, ma non solo

Il punto di forza della mostra è che funziona su due livelli. I più piccoli cercano i topolini nascosti in ogni scenografia, mentre i loro genitori riconoscono La Fontaine, Degas o Victor Hugo in una scena. Gli ideatori hanno inoltre limitato gli schermi affinché la visita rimanga un momento da condividere, con dettagli da mostrare e domande da porsi ad alta voce.
Alcuni passaggi ti fanno soprattutto venire voglia di giocare. Puoi trasformare un vicolo medievale in un viale haussmanniano, sistemarti nella capsula che nel 1963 aveva mandato il ratto Hector nello spazio, o ridisegnare Parigi a modo tuo con un mouse gigante. Anche il suono contribuisce a creare l’atmosfera, con il rumore delle arene di Lutèce, il trambusto delle Halles e persino una registrazione d’epoca di Aristide Bruant. Per chi vuole approfondire, il biglietto include un’audioguida in sei lingue.
La mostra si trova al 66 di rue Saint-Dominique, aperta dalle 10 alle 18 il lunedì, martedì e domenica, e dalle 10 alle 19 dal mercoledì al sabato. Il biglietto costa 17,90 € per un adulto e 11,90 € per un bambino, con un pacchetto famiglia a 13,90 € a persona (massimo due adulti). L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 3 anni.
Le Paris des Souris – Liste d’attente
66 Rue Saint-Dominique
