Hai mai sentito parlare di Victor Lustig? Nel 1925, il truffatore riuscì a convincere un rottamatore parigino di aver appena acquistato la Torre Eiffel, con le sue circa 7.300 tonnellate di ferro. Ovviamente, il Comune di Parigi non aveva alcuna intenzione di vendere il monumento. Ti raccontiamo la storia del truffatore parigino più sfacciato di sempre.
Come ogni bravo impostore, l’uomo si spaccia per un alto funzionario, usa false lettere ufficiali e convoca diversi professionisti del recupero metalli in un posto un po’ di classe che non è altro che l’Hôtel de Crillon.
Nel 1925, vendere la Torre Eiffel non era un’idea così assurda come lo è oggi
Gustave Eiffel muore nel 1923; la Torre Eiffel ha allora solo 36 anni, la sua manutenzione costa cara e la stampa parla delle difficoltà finanziarie legate al monumento, che all’epoca non è ancora il simbolo francese che conosciamo oggi. Lustig capisce di avere tra le mani una storia abbastanza credibile.
Racconta quindi ai rigattieri che la decisione è riservata ma definitiva: la Torre deve essere smantellata e il suo metallo venduto. Tra gli uomini contattati, André Poisson diventa il suo bersaglio. Quest’ultimo finisce per pagare per aggiudicarsi l’affare. Quando capisce di essere stato truffato, Lustig ha già incassato i soldi e lasciato la Francia per l’Austria. Si legge spesso che Victor Lustig avrebbe poi venduto la Torre Eiffel una seconda volta, ma si tratta di una leggenda, anche se sembra che lui ci abbia davvero riprovato.
La Torre Eiffel era solo un episodio di una carriera da imbroglione già ben ricca. Lustig usava 47 pseudonimi e portava con sé diversi passaporti falsi. Tra le sue altre specialità c’era una presunta macchina in grado di riprodurre banconote, venduta a vittime convinte di aver scoperto un modo per fabbricare denaro.

Negli anni ’30, si lanciò in una vasta rete di contraffazione di moneta negli Stati Uniti, abbastanza importante da attirare a lungo l’attenzione del Secret Service. Arrestato a New York nel maggio del 1935, riuscì persino a evadere pochi mesi dopo calandosi dalla sua cella con una corda fatta con delle lenzuola, prima di essere ricatturato.
Alla fine viene condannato a vent’anni di carcere e mandato ad Alcatraz. Malato, verrà trasferito in un istituto medico federale del Missouri, dove muore di polmonite nel 1947. Persino la sua vera identità rimane avvolta nel mistero: le ricerche condotte molto più tardi nella città dove diceva di essere nato non hanno trovato alcuna prova formale della sua nascita in quel luogo.
Cento anni dopo la sua impresa parigina, il suo nome rimane soprattutto legato a quell’idea incredibile che è diventata realtà per qualche giorno: riuscire a far credere che un privato potesse portarsi via la Torre Eiffel a pezzi.