Ci passi davanti uscendo dalla metropolitana senza nemmeno alzare lo sguardo. Eppure, il Castello di Vincennes è uno dei monumenti più affascinanti e meno conosciuti dell’Île-de-France — una fortezza medievale quasi intatta a dieci minuti a piedi dalla linea 1, che nasconde tra le sue mura alcuni degli aneddoti più scandalosi della storia di Francia.

Il Castello di Vincennes: un castello reale a 15 minuti da Parigi
Incastonato tra Versailles a sud-ovest e la Sainte-Chapelle nel cuore di Parigi, il Castello di Vincennes attira infinitamente meno gente rispetto ai suoi illustri concorrenti, eppure non ha nulla da invidiare loro. Residenza reale dal XII al XVIII secolo, tra le sue mura sono passati Luigi VII, Carlo V, Enrico IV e Luigi XIV. La sua cinta muraria fortificata lunga 1,1 chilometri, fiancheggiata da nove torri, è uno degli esempi meglio conservatidi architettura militare medievale in Francia. Il suo mastio, invece, occupa un posto speciale nei libri di storia…
8 Giugno 2026 10:00 + più date disponibili
Il mastio più alto d’Europa e una prigione reale che ha ospitato personaggi illustri
Al centro della fortezza si erge il mastio. Costruito a partire dal 1340 e completato sotto Carlo V intorno al 1370, raggiunge i 50 metri di altezza, il che lo rendeva il più alto d’Europa per l’epoca, un record che conserva ancora oggi insieme alla Torre di Crest nella Drôme. La sua forma è austera: una torre quadrata a cinque piani, con muri spessi più di tre metri, quattro torrette angolari e una terrazza sommitale che poteva ospitare le catapulte. Carlo V ne aveva fatto la sua residenza personale e vi conservava i suoi preziosi manoscritti. Ma già dal XVII secolo, il mastio cambia destinazione d’uso e diventa una prigione di Stato.
Una prigione molto particolare, riservata alle persone di alto lignaggio, con una capienza di soli quattordici detenuti alla volta. Tra loro si trovano alcuni dei nomi più famosi della storia di Francia: Enrico di Navarra, Voltaire, Diderot, il Marchese de Sade, Mirabeau… Questi uomini vi furono rinchiusi senza processo, per semplice volontà del re, tramite una lettera di cachet che gli permetteva di incarcerare chi voleva senza alcun ricorso. Ancora oggi si possono vedere sulle pareti del mastio i graffiti incisi dai prigionieri, uno dei dettagli più affascinanti della visita.

Fouquet, l’uomo che ha osato mettere in ombra Luigi XIV
È uno degli aneddoti più gustosi dell’Ancien Régime. Nicolas Fouquet, sovrintendente alle Finanze di Luigi XIV, era l’uomo più potente e ricco di Francia dopo il re. Per consolidare la sua grandezza, fece costruirel’ e Castello di Vaux-le-Vicomte, riunendo per la prima volta tre geni: l’architetto Louis Le Vau, il pittore-decoratore Charles Le Brun e il paesaggista André Le Nôtre.
Il 17 agosto 1661, Fouquet invita Luigi XIV a una festa di uno splendore inaudito. Molière recita, La Fontaine recita, le fontane zampillano, le candele illuminano i giardini alla francese. Il re, umiliato (il suo stesso palazzo di Versailles è allora solo un semplice padiglione di caccia), lascia la festa senza aspettarne la fine. Tre settimane dopo, il 5 settembre 1661, ordina ad’Artagnan di arrestare Fouquet. Il sovrintendente finirà i suoi giorni nella fortezza di Pinerolo, nelle Alpi, nel 1680. Ma prima di questo trasferimento, passa per il mastio di Vincennes. Quanto ai tre geni di Vaux-le-Vicomte — Le Vau, Le Brun, Le Nôtre — Luigi XIV li recluta subito per costruire quella che diventerà Versailles.